Acqua Pubblica: una spiegazione potabile

Nonostante l’esito del referendum sull’acqua pubblica del 13 Giugno 2011, siamo ancora qui a parlare di come difendere la risorsa principale presente sul pianeta. Perchè l’acqua è vita e senza Lei non sopravviveremmo. Sappiamo bene come sia possibile non mangiare cibo anche per 40 giorni, effettuando dei digiuni controllati e rimanendo in forma, ma di fronte all’evidenza di come non sopravviveremmo senza bere acqua per più di 3 giorni, dovremmo renderci conto del valore che può assumere la risorsa idrica nelle nostre esistenze. La stessa ricerca di acqua sui pianeti è il parametro più utilizzato per sapere se vi sia vita in quel luogo, a conferma del legame indissolubile tra essere umano e l’acqua potabile. Le problematiche relative all’inquinamento delle falde acquifere e la desertificazione delle zone più calde, sono conferme importanti che rendono evidente quanto il ciclo dell’acqua influenzi il ciclo di vita dell’uomo.

Idro dipendenti

Anche se la Costituzione sembri tutelare il diritto del popolo a bere acqua da fontanelle pubbliche e dissetarsi in maniera economica, attraverso l’acqua erogata dall’acquedotto, sotto controllo pubblico, la minaccia della privatizzazione della risorsa idrica è sempre dietro l’angolo. Sono moltissimi coloro i quali continuano a seguire le campagne di sensibilizzazione portate avanti dal Comitato Acqua Bene Comune, soprattutto a Napoli. Proprio nella città campana, l’interesse dalla popolazione verso la qualità dell’acqua e la grande volontà nel tutelare i consumatori, affinchè restasse un servizio pubblico, lontano dalle logiche speculative delle aziende produttrici di acqua in bottiglia, ha portato alla messa in atto, durante l’anno del Referendum Abrogativo a 4 quesiti, persino a campagne di disobbedienza civile.
Seppure la sentenza costituzionale legata alla vittoria dei sì durante l’esito referendario sembrava potesse mettere la parola fine all’interesse privato di arricchirsi sulle spalle dei cittadini, a partire da Marzo 2016 si è tornato a parlare di qualità dell’acqua e dell’importanza di lottare affinchè #acquabenecomune diventi parte integrante di ogni Statuto Comunale e non solo un hashtag su Twitter, utilizzato nei forum per moda. Il bene acqua pubblica non può essere un trend, ma una ragione per convincersi della validità dell’analisi dell’acqua potabile effettuata costantemente da parte dei Comuni. Tutta la pubblicità diffamatoria, fatta dai partiti di Governo, per votare NO al referendum sull’acqua del 2013 e le modalità con cui hanno cercato di minimizzare il lavoro del Comitato Acqua Bene Comune non sono serviti alla gente per restare a casa e disinteressarsi delle sorti della propria vita e di quella dei propri figli. La grande partecipazione al voto ha consentito di raggiungere il quorum e quindi esprimere con forza la propria opposizione al tentativo di rendere più ricche le aziende le industrie idriche, concedendo loro delle concessioni super economiche e successivamente di speculare sulla necessità delle persone di bere acqua dal rubinetto di casa.

Il filo sottile acqua e petrolio

legame-acqua-petrolioCon questo titolo non si vuole sottolineare la ricchezza di un’acqua potabile salubre e ricca di proprietà benefiche, ma dare qualche spunto di riflessione su quello che è accaduto durante la campagna del recente referendum del 17 Aprile 2016. E’ stato chiaro come, a seguito della sconfitta dei NO durante i quesiti sull’acqua pubblica del 2011, il governo Renzi, non abbia espresso più una semplice preferenza del NO, come era accaduto nel precedente referendum, ma abbia in un certo senso chiesto agli elettori Dem di astenersi dal voto.

Era chiaro a tutti che, se avesse chiesto di votare NO all’abrogazione dei quesiti sul rinnovo delle concessioni petrolifere dopo le 12 miglia, si sarebbe raggiunto il quorum del 51% ed avrebbe comunque vinto il numero dei sì, decisamente superiore al fronte dei NO.

Questa volta la tecnica astensionista a “premiato” il governo dei “democratici” e punito un popolo che chiedeva soltanto un passaggio alle energie rinnovabili e voleva esprimere un’opinione fermamente contraria alla logica primitiva dell’uso, ancora per 20 o 30 anni di combustibili fossili.

Una vergogna per l’intelligenza umana e per tutte le persone o associazioni, come Lega Ambiente e Acqua Bene Comune che lottano per un Mondo pulito, per l’utilizzo di risorse come il solare o l’eolico che restituirebbero ricchezza e dignità a popolazioni “violentate” dalla logica imperialista dell’estrazione del greggio e della costruzione di dighe.

Il mancato raggiungimento della quota dei voti necessari per convalidare l’esito referendario del 17 Aprile scorso potrebbe mettere in discussione i risultati emersi nel referendum sull’acqua. Occhio a quello che verrà deciso in parlamento nei prossimi mesi e alle proposte di modifiche promosse dal governo Renzi (..Verdini). Restate sintonizzati sul portale Acquabenecomune.it , cercheremo di tenervi costantemente aggiornati su questo fronte.

Pubblicizzare l’acqua pubblica

Resta un compito di tutti noi che teniamo alla difesa della nostra salute. Solo la “res” publica, che nulla ha a che vedere con il giornale di Eugenio Scalfari, proprio come la parola “demos” (popolo)

“kratos” (governo, forza) ha ben poco in comune con il Partito Democratico che ha intimato la gente ad astenersi, può difendere il diritto all’accesso pubblico alla risorsa acqua.

Oltre al ruolo di associazione a difesa dei consumatori o comitati spontanei come appunto Acqua Bene Comune Napoli, sono gli Istituti Scolastici che dovrebbero sensibilizzare maggiormente le persone sull’importanza della funzione pubblica nella gestione di beni primari, come è appunto l’acqua. Se le compagnie sementicole in Italia sono soltanto 6 e 30 anni fa erano 6000, non dobbiamo stupirci quando leggiamo di frodi alimentari e di riduzione della qualità alimentare dei cibi assunti. Doppiamo impedire che lo stesso accada con la distribuzione dell’acqua, per impedire che Fiuggi o altri marchi, diventino monopolisti della salute di noi italiani. Sono le scuole primarie i primi vettori d’informazione che, attraverso brevi saggi sull’acqua, progetti scolastici sull’inquinamento idrico, attività di riciclo creativo con le bottiglie di plastica dell’acqua, dovrebbero creare una cultura pubblica dell’acqua, a partire dai bambini. Soltanto dei bimbi informati dell’importanza dell’acqua potabile per la sopravvivenza e sui controlli che solo uno Stato può fornire, per garantire adeguati standard qualitativi sull’acqua che, attraverso le condutture idriche, esce dai nostri rubinetti domestici, possono creare un Mondo migliore. Materie come l’educazione ambientale dovrebbero rientrare nei normali programmi scolastici e non essere più relegati a progetti marginali, portati avanti da singoli insegnanti “di sinistra”. La difesa dell’acqua pubblica, come bene comune dell’umanità non può avere un marchio politico, perchè dovrebbe far parte del cuore di ognuno degli abitanti di questo Pianeta.

La diffusione dei depuratori d’acqua domestici

Indipendentemente dalle lotte politiche e sociali che Acqua Bene Comune porta avanti, è giusto parlare di strumenti per il filtraggio idrico a livello domestico che stanno avendo sempre maggiore diffusione in Italia. Anche perchè, un filtro per acqua potabile può essere un ottimo sistema per ridurre l’utilizzo di plastica non riciclabile. Non tutti sanno forse che le bottiglie di acqua minerale o naturale commercializzate nei supermercati italiani non possono essere correttamente trattate dagli impianti di riciclaggio perchè sono realizzate, nel 80% dei casi, in plastica leggera, frutto di una miscela di sostanze e quindi difficilissima da riutilizzare. L’impiego in casa di depuratori per l’acqua, che funzionano con l’osmosi inversa, può ridurre globalmente l’uso di materie plastiche e dare un segno evidente, anche a livello culturale, di come si è contrari all’oro nero e alle logiche industriali basate sul greggio.
D’altro canto, il trattamento delle acque domestiche, grazie a purificatori di questo tipo, può migliorare i parametri dell’acqua potabile a tal punto, da influire positivamente sulla salute dei componenti di quel nucleo famigliare.

Non solo calcare

Inutile che proclami terroristici, sui media più disparati, continuano a parlare di “cattiva acqua del rubinetto”, perchè, con un manifesto così chiaro e esaustivo, come quello diffuso dal gruppo di Acqua Bene Comune, dovremmo aver capito un po’ tutti che il problema non sta nelle analisi eseguite dai Comuni Italiani sulla qualità dell’acqua di rubinetto. Ciò che causa il deposito di calcare o il deterioramento delle qualità organolettiche dell’acqua che fuoriesce dai rubinetti di una comune abitazione, è la negligenza con cui gli amministratori di condominio o inquilini si disinteressano della condizione di tubature e cisterne per la raccolta idrica a livello condominiale. Questa spiegazione fa comprendere il perchè quando si beve l’acqua da una fontanella pubblica di una qualunque strada di Roma si ha l’impressione di idratare il nostro corpo con una bevanda naturale molto più buona di quella che possiamo bere il almeno la metà dei rubinetti delle case presenti nella Capitale. Installare un depuratore d’acqua sottolavello o comunque un altro tipo di strumento per filtrare le acque dei miscelatori casalinghi permetterà di bere un bicchiere di acqua purissima, come diceva Mesner in una nota pubblicità televisiva anni’90, assolutamente priva di calcare o di altri elementi potenzialmente dannosi per l’organismo. Sappiamo di come una tipologia di acqua poco “digeribile”, in cui le proprietà dissetanti e rinfrescanti vengono appannate dalla presenza di batteri pericolosi, impoverendola di preziosi sali minerali.

Grazie a strumenti come Acqua light e Acquaclick è possibile garantire una sicurezza maggiore alla tua famiglia, offrendo ai loro reni un’acqua potabile più nutriente e salutare. La possibilità di acquistare questi prodotti di filtraggio su negozi on line, specializzati nella vendita di depuratori d’acqua, offre la garanzia di risparmiare sul prezzo. Comprare tali articoli attraverso internet, oltre a permettere di spuntare costi più bassi, garantisce tempi di spedizioni più rapidi e di ricevere la merce direttamente a casa in sole 48 ore dall’ordine. Inoltre, facendo dei calcoli molto approssimativi, il prezzo di 1000 euro, pari a quello dei depuratori ad osmosi più completi, come ad esempio quelli prodotti da Gel, potrà essere ammortizzato in appena un anno e mezzo di utilizzo, andando a rimpiazzare completamente il consumo legato alla compera di balle d’acqua dai negozi di alimentari.
Dai un segno a sostegno dell’ambiente, perchè la coscienza di un Acqua Bene Comune dell’Umanità, passa anche per il tuo rubinetto.
filtro-acqua-euroacquedepuratore-osmosi-AcquaClick