Le acque che fanno più bene ai bambini

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I bambini hanno bisogno di acqua, proprio come gli adulti, ma lo loro esigenze nutrizionali e quindi le caratteristiche che le acque devono avere differiscono. Proprio per questo molti pediatri consigliano ai neo-genitori di acquistare determinate acque piuttosto che altre. Ecco quali sono le acque che fanno più bene ai bambini.

L’acqua giusta per i neonati

La prima cosa da fare è distinguere i neonati dai bambini. Per quanto riguarda i neonati deve essere ricordato che il latte materno e il latte artificiale sono già ricchi di sali minerali e di conseguenza è consigliato, per preparare il latte artificiale, scegliere un’acqua minerale con una quantità non superiore a 140mg/lt di sali minerali, o residuo fisso. Le acque che fanno più bene ai bambini possono quindi essere classificate come oligominerali o leggermente mineralizzate.

La scelta è importante perché in questa fase della vita i reni dei neonati ancora non sono completamente sviluppati e quindi un’acqua eccessivamente ricca di sali minerali potrebbe sovraccaricare questi importanti organi, sino a danneggiarli.
È importante che non vi sia un eccesso di sodio che oltre a limitare le diuresi, perchè questa condizione potrebbe favorire la formazione di calcoli renali. Altro fattore da tenere sotto controllo è  la presenza di fluoro nell’acqua che si beve, che deve essere il più possibile bassa.

Gli articoli scientifici e le pubblicazioni di noti nutrizionisti circa gli effetti negativi del fluoro sono moltissime, soprattutto quando si parla di scelta di un dentifricio.
Tra le acque che fanno più bene ai bambini perché hanno questa caratteristica vi sono: San Benedetto, Levissima, Sangemini, Panna e Sant’Anna, ma in ogni caso è importante saper leggere l’etichetta della bottiglia che ci troviamo di fronte.
In linea di massima, le acque da evitare sono quelle con un residuo fisso di sali minerali eccessivamente alto.
Rimarrete abbastanza delusi nell’apprendere come alcune acque “pericolose”, da questo punto di vista, sono 2 tra le più apprezzate dal mercato. Stiamo parlando dell’acqua Ferrarelle e della Lete, che sono considerate, per questa ragione, negative per i bambini.

Quando dare l’acqua ai neonati

Molte mamme si chiedono quando è necessario iniziare a dare l’acqua ai neonati. Molto probabilmente se provate a dare un biberon contenente acqua ai neonati riceverete un rifiuto, ciò è del tutto naturale perché considerano il contenuto assolutamente insapore. Non è necessario insistere perché in questo periodo i “lattanti” bevono solo latte e questo, che sia artificiale o materno contiene già una percentuale di acqua.

Se utilizzassimo il latte in polvere per nutrire i nostri figli, potremmo diluirlo con qualcuna delle acque consigliate precedentemente. Dai 4 mesi in poi, con l’inizio dello svezzamento, invece, si può iniziare ad insistere affinchè il piccino assuma qulche cucchiaino di acqua, senza però che vi sia bisogno di esagerare con le dosi e senza forzare la creatura.

Anche le prime pappine di frutta contengono acqua e l’alimentazione di un infante di questa età è ancora semiliquida.
Solo nel caso in cui il bambino prima dei 4 mesi presenti episodi di stitichezza si può provare a dare il biberon con l’acqua, preferibilmente dopo aver parlato del problema con il pediatra, che può anche consigliare un cambio di tipologia di latte.

Quanta acqua deve bere il bambino?

L’uso dell’acqua oligominerale o leggermente mineralizzata è consigliata fino al compimento del quinto anno di vita del bambino, ma una volta terminato lo svezzamento è importante far bere i bambini in modo costante soprattutto se fanno molto movimento e durante l’estate. Quanto deve bere un bambino?
Per dare qualche informazione più dettagliata sulla ideale idratazione di un bimbo e quella di un ragazzino, è opportuno seguire questi suggerimenti.

Da :
– 1 anno a 3 anni è consigliato bere 1,2 litri di acqua;
– 4 anni a 6 anni 1,4 litri di acqua;
– 7 anni a 10 anni 1,8 litri al giorno;
– 11 anni a 14 anni 2 litri.

Quando si superano i 15 anni di età inizia una fase di vita in cui i consumi consigliati sono gli stessi degli adulti, ovvero i fatidici 2 litri e mezzo di acqua al giorno.
L’acqua serve a mantenere idratati i tessuti del corpo, a depurare l’organismo e nei bambini in età scolare è utile anche a mantenere la concentrazione.

Si è osservato che preadolescenti che bevevano un giusto apporto d’acqua al giorno e svolgevano una qualunque attività sportiva, 2 volte a settimana, ottenevano dei risultati migliori dal punto di vista dell’attenzione in classe e dell’apprendimento rapido.
Sapere quali sono le acque migliori è quindi importante, per amplificare i benefici collegati con questa pratica essenziale per la nostra sopravvivenza.
È molto importante bere acqua biologicamente pura perché questa oltre a contenere preziosi sali minerali come il calcio che contribuisce alla formazione delle ossa, sodio, potassio, è priva di agenti patogeni che possono creare problemi di salute. Tra questi il principale sono le epatite A e B.

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