Tutto sul collegamento acqua e reni

Consumare acqua regolarmente contribuisce a mantenere in salute i propri reni, dato che la principale funzione è quella di aiutare ad eliminare le tossine in eccesso e a mantenere il corpo assolutamente idratato. I reni sono due organi che svolgono dei compiti particolarmente importanti per il benessere dell’organismo, in quanto si occupano di filtrare, assorbire, e riassorbire l’acqua, i sali e gli ioni del corpo, ripulendo il sangue da tutte le sostanze tossiche.

In quanto tempo assorbono l’acqua i reni?

I calcoli renali possono formarsi per svariate motivazioni, o fattori favorenti come l’alimentazione, predisposizione, sindrome metabolica come ipertensione, intolleranza al glucosio. Anche uno stile di vita troppo sedentario o altre patologie possono favorire la cristallizzazione dei sali presenti nelle urine, che tendono a formare delle pietre chiamati calcoli.

Tra i principali sintomi di chi sviluppa delle malattie renali come l’insufficienza renale acuta o cronica troviamo il dolore addominale, nausea e vomito, o anche pressione alta e disidratazione, o mancanza di fiato , stanchezza, gonfiore e confusione.

Uno dei fastidi legati ai reni è la renella, ovvero un disturbo piuttosto comune costituito da sabbiolina e piccoli calcoli granulari che vengono emessi durante la minzione. Tale fastidio compare spesso in soggetti predisposti, spesso asintomatica la renella non deve essere assolutamente sottovalutata perché potrebbe portare alla formazione di veri e propri calcoli renali.

apparato renale e acqua

Idratarsi correttamente per la salute dei reni

I rischi legati ad una cattiva idratazione sono innumerevoli e piuttosto gravi, il corpo offre dei segnali evidenti per farci capire che si ha bisogno di una maggiore quantità d’acqua, dal mal di testa alla colorazione scura dell’urina. La disidratazione causa un aumento delle frequenza cardiaca, ma anche vertigini, stanchezza e sbalzi di pressione arteriosa che potrebbe causare uno shock ipovolemico.

Secondo diversi studi condotti dall’American urological association bere sei centilitri di succo di limone diluiti in 2 litri d’acqua aiuterebbe a prevenire la formazione di due tipologie di calcoli renali. Il limone aumenta i livelli di citrato nelle urine, e impedisce la formazione dei calcoli. Anche il bicarbonato di sodio è ideale a purificare i reni, se diluito nella quantità di acqua giornaliera contribuisce a mantenere i reni in buona salute.

Ulteriore rimedio piuttosto utile a chi soffre di problemi renali è l’acqua di cocco, che essendo particolarmente diuretico è un tocca sana per la salute dell’apparato urinario. In quanto purifica la vescica e i canali di eliminazione delle tossine, inoltre previene infezioni del tratto urinario.

Non esiste una vera e propria indicazione se preferibile il consumo di acqua fredda o calda. Sicuramente l’acqua fredda ha un maggiore effetto sulle papille gustative, ma solo bevendo acqua a temperatura ambiente sarà possibile stabilire se il bisogno d’acqua del proprio organismo è soddisfatto o meno. È consigliabile bere la giusta quantità d’acqua, dato che come sempre gli eccessi sono considerati assolutamente deleteri per il benessere dei reni. Troppa acqua affatica i reni, soprattutto i soggetti affetti di insufficienza renale, perché i reni non sarebbero in grado di eliminare l’acqua in eccesso.

I fattori che devono guidarci nella scelta della migliore acqua da bere per la salute dei propri reni sono la durezza e l’indice di concentrazione in sali di magnesio e calcio, meglio optare per un’acqua leggera o moderatamente oligominerale.
Particolarmente in voga negli ultimi anni sono proprio le acque detox, utili a curare e pulire il proprio corpo da tutte le sostanze dannose e tossiche. Per la salute dei propri reni è possibile bere l’acqua detox a base di limone verde, lime e arancia, ricca di fitonutrienti e antiossidanti. Se bevuta più volte al giorno favorisce il miglioramento delle funzioni renali.

Tra le acque in bottiglia particolarmente consigliate sono l’acqua Sant’Anna, la Rocchetta ma anche la Missoni particolarmente venduta e consumata dal mercato russo. Entrambe le acque sono indicate per mantenere in salute i propri reni, in quanto risultano essere leggere e non affaticano i reni. Sicuramente le acque ritenute più calcaree è proprio l’acqua proveniente dal rubinetto o dalle fontane, ma a seconda della città italiane e a seconda delle zona di riferimento è possibile trovare delle eccezioni. Luoghi in cui l’acqua del rubinetto è potabile e assolutamente certificata, o addirittura alla stregua delle acque in bottiglia, ma solo dopo aver confrontati tutti i parametri di riferimento.

Diverse sono le strategie che si possono utilizzare per poter depurare e bere la propria acqua del rubinetto. Tra le varie possibilità c’è l’utilizzo di caraffe filtranti, semplici depuratoria microfiltrazione, filtri al carbone attivo, o depuratori ad osmosi, per cercare di rendere l’acqua meno calcarea, depurata ma soprattutto per migliorarne il sapore.

Sia le acquee termali che sulfuree sono particolarmente indicate per la salute dei reni, avendo un eccellente attività diuretica entra rapidamente nel circolo sanguigno. Favoriscono il ricambio del contenuto idrico salino, mobilizzando le scorie e provvedendo di conseguenza ad abbassare il valore di acido urico nel sangue ed è per questo che le cure idropiniche sono spesso promosse dagli stessi centri benessere.

Talvolta i reni possono essere colpiti da alcune formazioni patologiche cave, ovvero una parete che racchiude del liquido, o del materiale gassoso o semisolido. Le cisti d’acqua sono dei piccoli sacchetti che contengono del liquido e che si sviluppano in sede renale. Nella maggior parte dei casi sono delle formazioni benigne, mentre solo in un limitato numero di casi possono essere di natura maligna.

Proprio come negli adulti anche nei bambini i reni svolgono un ruolo importante per l’organismo. Agendo come sistema di filtraggio, aiutano a controllare i livelli di acqua che arriva ai reni passando anche attraverso la circolazione sanguigna venosa, attraversando il fegato e risalendo verso il cuore, per poi passare attraverso i polmoni e infine attraverso l’arteria aorta arriva alle arterie renali e ai reni.

Ma un eccessivo accumulo di liquido nei polmoni potrebbe causare un edema polmonare, rendendo la respirazione del soggetto piuttosto difficile, causando dispnea e tachipnea. Le possibili cause però sono ricondotte ad un aumentata pressione sanguigna, o ad un danno all’endotelio vascolare.

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