Acqua Lilia: come leggere correttamente l’etichetta

Acqua Lilia: è considerata calcica?
Acqua Lilia magnesiaca
Come leggere l’etichetta dell’acqua Lilia
Acque in brutte acque

Acqua Lilia: domande&risposte

La Lilia Acqua nasce dal Lago Piccolo, uno dei due laghi di Monticchio, che si trova a circa 650 metri di altezza e che trae origine da un cratere del Vulture (Basilicata) attraversato da una lingua di terra.

Questo lago, oltre ad essere una riserva naturale che si può percorrere anche in barca e dove si possono ammirare numerose specie di ninfee, ha acque con caratteristiche uniche e che derivano dalla particolarità del terreno, che le arricchisce naturalmente con anidride carbonica e sali minerali.

Per quanto riguarda l’azienda dell’Acqua Lilia, la sua storia comincia nel 1896 quando Antonio Traficante, il suo fondatore, scoprì una sorgente, chiamata sorgente Ofelia, da cui sgorgava dell’acqua che aveva già le bollicine.

Il primo mercato fu la Puglia, anche se le bottiglie di acqua arrivarono fino negli Stati Uniti. Tra i clienti d’eccellenza della piccola impresa c’era anche il Duca di Genova, che chiese persino un’etichettatura personalizzata.

La ditta rimase una piccola realtà artigianale, dove l’acqua veniva imbottigliata a mano e dove le bottiglie venivano sigillate una ad una, fino al 1979, anno della svolta, quando la Lilia Acqua diventò una società di capitali e si inaugurò anche il nuovo stabilimento.

Nel febbraio 2006 l’azienda Fonti del Vulture venne acquistata al 100% dalla Coca-Cola Hellenic Bottling Company e dalla The Coca-Cola Company.

La scelta dei due giganti di acquistare la ditta è dovuta non solo alla volontà di ampliare l’offerta di bevande non alcoliche per i consumatori, ma è stata determinata anche dalla qualità dell’acqua nonché dalle capacità professionali delle persone che vi lavorano.

Fa bene o fa male?

L’acqua Lilia fa bene in quanto, oltre ad essere povera di sodio, è ricca di sostanze minerali preziose, come il calcio, utile sia per contrastare sia per prevenire l’osteoporosi e altre malattie delle ossa.

Inoltre, proprio per mantenere inalterate le sue proprietà, l’azienda effettua almeno una volta all’anno dei controlli rigidi sull’acqua delle Fonti del Vulture. In più, secondo quanto riportato da Acque Lilia, ci sarebbe anche un progetto di trasformare la zona di estrazione di Monticchio Bagni in una riserva protetta.

Perché il sodio nell’acqua fa male?

Se assunto in quantità minime, il sodio è un valido alleato per combattere il dolore causato dai reumatismi e anche per ripristinare la naturale forza dei muscoli, soprattutto dopo un esercizio fisico particolarmente intenso.

Tuttavia, se preso in dosi eccessive, il sodio può provocare ipertensioni e inestetismi gravi come la cellulite.

In più, per le persone diabetiche e cardiopatiche, il sodio rappresenta una vera e propria minaccia in quanto può contribuire ad alzare il livello di zuccheri nel sangue e ad aumentare il volume del sangue, quindi la pressione esercitata sulle pareti delle arterie.

Lilia: fa solo acqua naturale o anche minerale?

L’azienda produce sia acqua naturale sia acqua minerale.

6 bottiglie di acqua lilia

Acqua Lilia: è considerata calcica?

Sì, l’acqua Lilia è considerata calcica a causa del suo elevato contenuto di calcio e della presenza di altre sostanze minerali utili per il benessere del corpo, come il potassio e il magnesio.

L’acqua Lilia calcica, riconoscibile dalla confezione verde, ha una percentuale di calcio più alta (ben il 20%!) rispetto alle altre acque prodotte dall’azienda.

Quest’acqua è stata creata appositamente per le persone che hanno carenze di calcio e che hanno bisogno di integrarlo maggiormente nella loro dieta.

Quanto residuo fisso ha?

Secondo quanto riportato dalle ultime analisi fatte dai ricercatori in laboratorio, l’acqua Lilia ha un residuo fisso di 383 mg/litro a 180°.

Non è stato invece rilevata la presenza di sodio (dati non disponibili), né tanto meno di solfato, cloruro, litio, nitriti, ammonio, ioduro, bromuro, silice e idrogeno solforato.

Per quanto riguarda il grado solfidrometico, anche in questo caso le analisi hanno dato come risultato 0.

Percentuale di sodio: quando è “corretta” nell’acqua?

Un’acqua minerale dovrebbe contenere al massimo 0,9 mg di sodio per litro.

Tuttavia questo dato dev’essere preso soltanto come un’indicazione e non come una legge assoluta: gli sportivi per esempio, soprattutto quelli che sudano tanto e che praticano un’attività fisica pesante, hanno bisogno di un’acqua molto minerale e con una buona quantità di sodio, visto che devono reintegrare i sali persi attraverso la sudorazione.

Le persone che invece seguono una dieta ipocalorica e che non hanno particolari problemi a livello medico, possono puntare su un’acqua povera di sodio, purché si tratti di una scelta personale e non fatta basandosi su condizioni errate o sui dettami della pubblicità.

Acqua Lilia magnesiaca

Per acqua magnesiaca si intende un’acqua che ha un contenuto di magnesio più alto rispetto alle altre.

L’acqua Lilia magnesiaca, riconoscibile dalla confezione rosa, favorisce le funzioni intestinali ed è adatta per tutte le persone che conducono una vita attiva e dinamica.

L’acqua è stata messa in commercio nel 2014, pertanto è una delle acque più “giovani” proposte dall’azienda.

Acqua Lilia Rosa

L’acqua Lilia rosa si riconosce dalla colorazione delle bottiglie, che è un rosa molto femminile, e dalla dicitura magnesiaca, che indica un contenuto più alto di magnesio rispetto alla norma.

Quest’acqua, presentata dall’azienda anche su YouTube e arrivata sul mercato nel 2014, si differenzia dalle altre della stessa linea in quanto favorisce le funzioni intestinali ed è stata pensata per quelle persone che sono sempre in movimento e che conducono una vita dinamica.

Prima della sua messa in commercio la Lilia Acqua rosa, a causa della sua bottiglia e del suo tappo di colore rosa, è stata accusata di essere troppo simile ai flaconi dell’alcol usato per disinfettare le superfici di casa.

Ciò però non ha impedito che l’acqua Lilia rosa, nel corso dei suoi quattro anni di vita, di riscuotere un successo strepitoso, soprattutto tra le donne più giovani e tra i pazienti con problemi di stitichezza.

Come leggere l’etichetta dell’acqua Lilia

Colore della bottiglia

Trasparente: si tratta dell’acqua Lilia naturale, che sgorga dalla fonte Ofelia, leggermente mineralizzata e che non contiene anidride carbonica supplementare.

Blu: questa bottiglia indica che, all’acqua Lilia, è stata aggiunta una dose supplementare di anidride carbonica per renderla più frizzante.

Verde: quest’acqua contiene una dose più elevata di calcio (20%), pertanto è particolarmente indicata per le persone che soffrono di carenze di calcio o che hanno bisogno di integrare questo minerale nella loro dieta.

Rosa: questo colore, così femminile e bello a livello estetico, segnala che nell’acqua è presente una quantità più elevata di magnesio. Da preferire solo se si conduce uno stile di vita dinamico, quindi non sedentario, o se si hanno dei problemi di stitichezza, visto che l’acqua stimola le funzioni intestinali.

Valori dell’acqua Lilia

I valori dell’acqua Lilia per una bottiglia di acqua naturale, quindi senza aggiunta di anidride carbonica, di calcio o di magnesio supplementare, comprendono le seguenti sostanze disciolte in un litro (valori in mg):

-Calcio: 33,9

-Magnesio: 10,5

-Potassio: 29,1

-Bicarbonato: 268

-Nitrato: 6

-Fluoruro: 0,9

Aspetti favorevoli e negativi

Aspetti positivi: l’acqua Lilia, oltre ad essere povera di sodio, è un’acqua prodotta e imbottigliata in Italia, perfetta per migliorare la diuresi e per eliminare le tossine.

Essendo ricca di calcio, si presta anche per la cura delle ossa e per prevenire malattie come l’osteoporosi. Può essere usata per preparare alimenti per i neonati e per i bambini.

Aspetti negativi: nessuno di particolare rilievo, anzi: l’acqua ha ottenuto punteggi favorevoli sulla maggior parte dei forum e dei siti dedicati alla protezione dei consumatori.

uomo e donna che bevono acqua lilia

Che sapore ha?

L’acqua Lilia ha un gusto leggero e delicato, persino più di quello dell’acqua Sveva, che è stato giudicato dai consumatori come “più persistente” e “intenso”.

L’acqua, come rivelato dai feedback che si possono trovare in rete, oltre ad avere un ottimo rapporto qualità/prezzo, risulta particolarmente leggera e piacevole da bere.

Anche le bottiglie dell’acqua Lilia sono molto apprezzate: per la maggior parte degli utenti sono facili da impugnare, solide e non rilasciano nell’acqua sapori o odori strani.

Inoltre, secondo quanto riportato da alcuni opinioni, il gusto dell’acqua Lilia non cambia nemmeno dopo che la bottiglia è rimasta aperta per giorni.

Acqua minerale: se ha un brutto odore, è pericolosa?

Se l’acqua minerale ha un brutto odore, è meglio non consumarla, in quanto potrebbe contenere zolfo o altre sostanze tossiche.

Si consiglia inoltre di diffidare anche di quell’acqua che, ad un primo assaggio, ha un forte sapore di plastica: probabilmente la bottiglia in cui è contenuta ha preso un colpo di calore oppure si sta deteriorando o è stata prodotta con materiali scadenti.

Acqua con forte sapore di zolfo o che puzza: come comportarsi?

La cosa più sensata da fare è quella di riportare la bottiglia, o la confezione, sospetta nel negozio in cui la si è acquistata insieme allo scontrino.

Nel febbraio del 2017 la catena di supermercati Auchan ritirò un lotto (il L7012NOH) di bottiglie di acqua Sant’Anna dopo che alcuni consumatori, dopo aver aperto le bottiglie, avevano riscontrato un cattivo odore.

Interpellata sulla questione, l’azienda aveva dichiarato che il cattivo odore poteva essere stato causato dalla presenza di acqua ossigenata e di acido acetico nelle bottiglie e che la contaminazione era avvenuta circa un minuto e mezzo dopo la produzione.

Tuttavia, come specificato dall’ufficio stampa della Sant’Anna, si trattava di un problema circoscritto e che non si era verificato né nel lotto precedente né tanto meno in quello successivo.

Acqua minerale: quando diffidare di una bottiglia?

Se la bottiglia appare manomessa, oppure sul tappo è presente un foro o toccandola sembra che sia gonfia, anche in questi casi è meglio inoltrare una segnalazione alla direzione del negozio.

Attenzione anche se, durante l’estate, quando si tocca una bottiglia d’acqua minerale la si percepisce calda al tatto.

Se l’acqua in bottiglia si scalda, secondo quanto riportato da una ricerca fatta dagli scienziati dell’Università della Florida, può diventare anche tossica: ciò è dovuto a causa del rilascio, in seguito alle alte temperature, di antimonio e di BPA da parte del tereftalato, una sostanza plastica che viene usata nella produzione delle bottiglie.

Se assunti in dosi minime, l’antimonio e il BPA non hanno effetti negativi sulla salute, mentre in quantità eccessive possono essere molto pericolosi, soprattutto per gli anziani e per i bambini.

Acque in brutte acque

Le acque minerali italiane, malgrado tutti i controlli effettuati dalle case di produzione, nel corso degli anni sono stati al centro di alcuni scandali che hanno sconvolto l’opinione pubblica e che hanno portato sempre più consumatori a diffidare delle acque in bottiglia.

Uno dei più noti, oltre a quello che coinvolse la ditta Sant’Anna nel 2017 e che portò al ritiro di un lotto intero di bottiglie di acqua minerale dagli scaffali della catena Auchan, fu lo scandalo dell’arsenico nelle acque minerali.

Il caso, scoppiato nel 2010, venne ripreso da Report di Rai3 nel 2017: il conduttore Sigfrido Ranucci, all’inizio di una delle puntate andate in onda, rivelò che la trasmissione aveva replicato lo stesso esperimento fatto dalle università di Napoli, Bologna, Cagliari e Benevento su 186 campioni di acqua minerale prodotta dalle marche più conosciute.

Nel 2010 l’esperimento in questione, oltre ad aver sollevato un polverone, fece piovere migliaia di accuse nei confronti nei confronti della Ferrarelle, della Nepi, della Egeria, della Frisia, della Levissima, della Sant’Anna, della Candida, della Funte Fria e dell’Isola Antica.

Nelle acque minerali di queste ditte era stata trovata una dose di arsenico superiore al limite dei 10 mg/litro imposto dai vari enti dell’Unione Europea.

L’arsenico, oltre ad essere considerato un cancerogeno di classe 1, risulta pericolosissimo per l’essere umano. Se assunto in dosi minime, anche molto piccole, nel corso degli anni può portare allo sviluppo di alcune forme tumorali e anche alla morte.

Tornando a parlare della puntata di Report dedicata alle acque minerali, il programma fece analizzare 32 di alcune delle più note acque minerali italiane.

Secondo quanto emerso dai risultati, a dispetto di quello che venne dichiarato dalle università che avevano analizzato le acque, i valori erano tutti nella norma e anche il livello di arsenico corrispondeva allo standard tollerato a livello europeo.

La più “pericolosa” risultò l’acqua Levissima efferscente con un valore di 6 mg/litro, mentre l’acqua Nepi, a differenza di quanto rivelato dagli studi effettuati dall’ateneo napoletano, ne conteneva ancora di meno (3,95mg/litro).

Acque pericolose: quale sono quelle che contengono più arsenico secondo Report?

Secondo quanto rivelato da Report, le acque più pericolose sono la Ferrarelle, la Sant’Agata, l’Egeria naturale e la già citata Levissima frizzante.

Insidie all’interno della bottiglia

L’arsenico però non è l’unica sostanza che è stata trovata dagli scienziati all’interno delle bottiglie di acqua minerale.

Ecco quali sono le altre sostanze a cui bisogna prestare attenzione quando si legge l’etichetta di una bottiglia di acqua minerale:

Nitriti: considerati altamente tossici, ostacolano la corretta ossigenazione del sangue.

Sono pericolosi soprattutto per i neonati, visto che, se li assumono in quantità eccessive, possono andare incontro a difficoltà respiratorie. Il valore di nitriti tollerato nelle acque minerali è di 0,02mg/litro.

Nitrati: costituiti da azoto e ossigeno, si formano soprattutto nelle zone in cui c’è un’alta concentrazione di bestiame, uno sfruttamento eccessivo del terreno e una dispersione di scarichi industriali, liquami civili e fertilizzanti chimici nell’ambiente.

Insomma, se sono presenti nell’acqua minerale, meglio starci alla larga, visto che sono un’autentica bomba per la salute umana.

Fluoruri: se presenti in quantità minime, sono utili e aiutano nella prevenzione della carie dei denti, ma se invece superano il limite previsto dalla legge, possono diventare molto pericolosi. I bambini e i giovani possono mantenere i denti in salute per lungo tempo bevendo acque minerali con un contenuto di fluoruri compreso tra 0,5 e 1 mg/litro.

Acque minerali: fanno venire i calcoli?

No, anzi, al contrario: bere tantissima acqua, anche minerale, può aiutare a prevenire i calcoli renali.

Acque e multinazionali

Oggi la maggior parte delle aziende che producono acque minerali in Italia, nonostante mantengano ancora il nome italiano per i loro prodotti, sono gestite dai grandi gruppi come la Coca-Cola, la Sanpellegrino Nestlé Waters, il Gruppo Norda, la Lete, la Ferrarelle e la Spumador, solo per citarne alcuni.

Nonostante alcuni di questi gruppi, come ad esempio la Coca-Cola, in alcuni casi siano riusciti a salvare delle piccole realtà produttive che altrimenti sarebbero scomparse dall’Italia, molte persone credono che, a causa dei sistemi di produzione standardizzati, dell’impiego di materie economiche e di forza lavoro a basso costo, le multinazionali rovinino non solo i piccoli produttori rimasti e il mercato, ma facciano abbassare anche in modo importante la qualità dei prodotti proposti.

In più, secondo l’opinione di molti, dietro il fallimento del referendum per l’acqua pubblica ci sarebbe, oltre all’intervento del governo, anche quello delle multinazionali: difatti, se l’acqua non fosse stata più tassata e fosse stata gratuita per tutti, ciò avrebbe portato molti utenti a prediligere l’acqua del rubinetto e a non acquistare più l’acqua minerale nei negozi.

Uno dei grandi gruppi che riceve più critiche rispetto agli altri, oltre alla Nestlé, è la Coca-Cola, che oltre all’Acqua Lilia, attualmente controlla anche l’Acqua Sveva.

Movimenti: quali acque boicottano?

In Italia non esistono dei veri e propri movimenti che boicottano le acque minerali, tuttavia a livello internazionale esistono delle vere e proprie organizzazioni che cercano di sabotare in tutti i modi possibili le multinazionali che in Italia detengono la produzione dei principali marchi di acqua minerale.

La Nestlé per esempio, di cui fa parte anche la Sanpellegrino Nestlé Waters, è stata accusata a più riprese a livello mondiale di aver provocato la morte di migliaia di bambini per malnutrizione nonché per essere stata protagonista di frodi, finanziamenti illeciti, disboscamenti selvaggi, abusi di potere e sostegno ai regimi dittatoriali.

In Italia la Nestlé controlla l’acqua Panna, la Levissima, la Perrier, la San Pellegrino, la San Bernardo, l’acqua Vera e l’Acqua Brillante Recoaro.

In Colombia invece la Coca-Cola, che in Italia detiene la Lilia Acqua e l’Acqua Sveva, è stata accusata di essere la principale responsabile dell’omicidio di alcuni sindacalisti.

Secondo i dati emanati nel 2017, solo nel 2001 la multinazionale avrebbe fatto uccidere 50 dirigenti sindacali, ma nel corso dei suoi 17 anni di “attività” si sarebbe macchiata le mani di sangue della morte di ben 1500 persone.

La Pepsi Co., che nel 2011 ha stretto un accordo con la ditta che produce l’Acqua Eva, è stata più volte attaccata sia per gli esperimenti sugli animali sia per il sostegno dato ai governi dittatoriali di Birmania, Messico e Filippine.

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