Siccità in California

Da qualche anno la California (USA) è colpita da una siccità che non si vedeva più da almeno 500 anni, ovvero dai tempi di Cristoforo Colombo.
La rilevazione si deve ad una precisa e dettagliata analisi svolta dall’Università dell’Arizona, la quale, da qualche mese a questa parte, sta misurando i livelli di neve caduti sulle montagne che circondano la zona, che di norma forniscono fonti sorgive.
Dallo studio è emerso un dato allarmante: la quantità di neve caduta non era mai stata tanto bassa dal 1500 ad oggi. Si tratta di una vera e propria crisi idrica.
Un dato di fatto non certo tranquillizzante.
L’acqua che deriva dalle riserve nevose è di fondamentale importanza, in quanto provvede a più del 30% dell’approvvigionamento acquifero per fiumi e laghi, il cui livello si trova oggi ai minimi storici.
La situazione è pertanto seria e necessita di interventi mirati ed efficaci: una ulteriore indagine svolta dalla Nasa e dalla Columbia University inoltre, sostiene che se non verranno subito e drasticamente diminuite le emissioni di gas nocivi, sarà impossibile che la situazione in California possa migliorare nei prossimi 30 anni. Uno stato così ricco e vario dal punto di vista della biodiversità, quando rimane senza acqua può mutare radicalmente il proprio volto.
Per far fronte ad una evenienza sempre più complicata, la California, già da qualche tempo a questa parte, ha messo in atto tutta una serie di misure volte a risolverla, ovvero le cisterne sono a secco, è stata sospesa l’irrigazione delle aree verdi, le piantagioni sono abbandonate, ma niente di tutto ciò, fino ad ora, ha dato risultati apprezzabili e il problema della siccità persiste, rendendo la vita in California sempre più difficile.
Tra le misure poste in essere, in particolare, per far fronte alla mancanza di acqua, si è reso indispensabile un procedimento complesso e decisamente costoso, ovvero quello di dissalare, cioè togliere il sale all’acqua marina per renderla potabile.
In pratica, si tratta di un’azione che avviene per osmosi inversa: comprimendo l’acqua ad alta pressione contro una membrana disseminata di finissimi forellini, il sale viene filtrato e l’acqua diventa pura e limpida.
Sembrerebbe ormai certa la costruzione di una vera e propria fabbrica di dissalazione, del costo di un milione di dollari circa, che, una volta messa in funzione, dovrebbe riuscire a coprire il 7% circa dei bisogni idrici di San Diego e dintorni.
La soluzione, buona dal punto di vista funzionale, ha tuttavia un neo di non poco conto, che consiste nel costo esorbitante dell’operazione.
Per ogni metro cubo di acqua infatti, sono necessarie all’incirca 2,8 kilowattora di elettricità, il che si traduce in un costo di 1,58 franchi per ogni metro cubo, una cifra enormemente alta, che di fatto rende l’acqua un prodotto di lusso.
E i problemi non finiscono qui, perché non sono in pochi ad aver alzato la voce e ad aver protestato contro la costruzione di suddetta fabbrica, preoccupati dalle conseguenze negative che essa potrebbe avere sull’ambiente circostante nel caso in cui l’acqua salmastra molto concentrata che si forma durante il procedimento di osmosi inversa, venisse rilasciata nelle acque costiere.
E’ per questa ragione che già qualche tempo fa a Santa Cruz, a causa delle poderose proteste dei cittadini, le autorità sono state costrette ad interrompere la costruzione di una fabbrica di questo tipo.
Staremo a vedere se questa volta, al contrario, il progetto andrà in porto.
In pratica, nonostante le iniziative e i tentativi, più o meno riusciti, più o meno efficaci, per cercare di risolvere una situazione decisamente complicata, il problema della siccità in California non solo persiste, ma sembra purtroppo destinato a durare ancora a lungo. L’acqua si sa, è una risorsa assai preziosa per l’umanità e dobbiamo imparare a difenderla, imparando dai nostri stessi errori.
Vedere come si evolverà la questione dell’acqua in California, potrà dare nuove idee e stimoli per continuare il lavoro di Acquabenecomune Italia.

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