Cosa far bere a un neonato per crescere bene

Nei primi mesi di vita di un lattante è spesso difficile capire che cosa il neonato possa bere. Ecco perché è molto importante che la madre segua alcune importanti accortezze volte a non causare dei danni.

Dare acqua al neonato è possibile?

Nei primissimi mesi il piccolo non necessita di bere acqua. Questo perché il latte materno è composto da un altissima percentuale di acqua. E’ possibile introdurre una piccola quantità di acqua, soprattutto durante i pasti, a partire dal sesto mese. Nei primi mesi, quindi, non c’è nessun bisogno di integrare l’alimentazione con altra acqua al di fuori del latte materno, così come è importantissimo che il piccolo non assuma altre tipologie di liquido.

Fa male bere acqua dopo aver allattato?

Assolutamente no in quanto bere durante l’allattamento è importantissimo. La dose giornaliera di acqua assunta dalla madre va aumentata almeno del 30% in più rispetto a quanto si beva normalmente in quanto l’acqua garantisce la produzione del latte materno.

Diluire l’acqua con il latte fa male?

Per rispondere a tale domanda è importantissimo focalizzarsi sul tipo di latte di cui si sta parlando. Successivamente all’allattamento al seno si passa all’uso di latte artificiale, prima in polvere e poi vaccino. Parlando del latte vaccino è importante sapere che per scongiurare possibili disturbi allergici o di tipo digestivo il latte vaccino deve essere diluito.
Come già detto in precedenza dal sesto mese in poi si può già pensare ad una parziale introduzione di acqua nella dieta del bambino.

E’ possibile bere acqua dal biberon?

Abituare il bambino a bere l’acqua è talvolta molto complesso. Capita spesso che il piccolo in quanto ha associato il biberon al latte si rifiuti di bere acqua. Successivamente alla fase del ciucciare al seno è importante che la madre abitui il piccolo ad assumere il latte artificiale. Esistono varie tipologie di latte artificiale e per questa ragione è importante capire a quali requisiti devono necessariamente rispondere le migliori.

Il migliore latte artificiale per un neonato è il così detto latte 1. Dopo qualche mese di vita il fabbisogno nutrizionale cambia notevolmente e successivamente allo svezzamento il piccolo ha bisogno del latte 2. Quando si acquista latte artificiale per neonati è molto importante sapere che, causa le normative particolarmente rigorose, la differenza tra i vari marchi è davvero infima. Nella fase dell’allattamento capita molto spesso che una madre si chieda come quantificare quanto latte si dà dal seno. In realtà risulta piuttosto difficile stimarlo in quanto per ogni neonato valgono parametri differenti in base alle necessità ed alla poppata. La maggior parte dei bambini è capace di basarsi autonomamente sul proprio livello di fame e capire di quanto latte necessitano per stare bene.

 

Non esistono orari migliori per bere. Come già detto ogni neonato ha le proprie necessità e quindi non è possibile stabilire a priori né come né quando il bambino debba rimanere attaccato al seno della madre. Molto spesso le poppate notturne sono un disagio per la madre. Non è sempre necessario assecondare le richieste del piccolo al 100% ma è molto importante sapere che non tutti i bebè sono sin da subito capaci di sopportare l’intervallo notturno. Saltare il pasto nelle ore notturne è un risultato che deve essere raggiunto gradualmente.

Capita molto spesso che nel tirare il latte dalle mammelle il bambino non beva o faccia un piccolo rigurgitino. Questo fa spesso preoccupare le mamme che ritengono che il proprio piccolo mangi troppo poco e non assimili il giusto. La fuoriuscita di latte non assunto, inoltre, ne determina anche uno spreco soprattutto per le donne che già ne hanno poco. Successivamente allo svezzamento nella scelta del latte è importantissimo considerare anche il fattore digeribilità. Ci sono alcune marche di latte artificiali presenti sul marcato che sono considerate ad alta digeribilità come neolatte o aptamil per i neonati ma ancora una volta è fondamentale sottolineare che dipende molto dal bimbo.

Il latte in polvere è ugualmente valido?

Il latte in polvere è conosciuto anche come latte poiché viene creato per essere il più possibile simile al latte materno. E’ molto utile per la crescita.

Come si legge l’etichetta?

Come per molti altri prodotti leggere l’etichetta prima di acquistare è importantissimo. Sull’etichetta sarà possibile leggere i valori nutrizionali, l’apporto proteico, la quantità di grassi o proteine. Da aprile 2017, inoltre, una nuova normativa ha imposto che sull’etichetta vi sia l’indicazione obbligatoria dell’origine del latte.

Quando lo si utilizza bisogna saper prestare attenzione alla preparazione del latte in polvere. Soprattutto se si desidera garantire una corretta eliminazione di tutti gli eventuali batteri bisogna seguire una procedura precisa, solitamente riportata sulla scatola stessa. Il primo passaggio fondamentale è far bollire l’acqua facendole poi raggiungere una temperatura pari a 70°C. L’acqua così preparata dovrà poi essere versata in un biberon dove verranno aggiunti i misurini di polvere indicati e necessari. A questo punto bisognerà agitare bene il biberon facendo sciogliere la polver4e e poi raffreddarlo rapidamente sotto un getto di acqua fredda. E’ bene anche sapere che il latte così preparato va consumato non oltre un’ora dalla sua preparazione.

Cambiare il latte artificiale fa male?

No poiché soprattutto le prime volte è possibile provarne varie tipologie per capire quale sia quello più adatto al proprio bambino e quello più digeribile.

Si può alternare latte materno e latte artificiale?

La risposta è affermativa in quanto si tratta del cosiddetto allattamento misto ovvero l’alternanza di allattamento al seno ed al biberon. Si può optare per tale tipo di allattamento in diversi casi come, ad esempio, scarsità di latte materno.

bambini che crescono

Quale è l’acqua migliore per i neonati?

Il primo aspetto da considerare è che non tutte le acque minerali sono adatte per un bambino molto piccolo. L’acqua migliore per un bebè deve essere scelta in base alla sua quantità di minerali ed al residuo fisso. Tra le acque consigliate da moltissime mamme e pediatri vi sono, ad esempio, la San Benedetto, la Sangemini o l’acqua Panna.
Molto importante nella scelta dell’acqua da dare ad un neonato è considerare l’importanza dei reni a quell’età. Che cosa significa? Sappiamo che la principale funzione dei reni è produrre eliminando acqua e tossine negative. I reni di un bambino molto piccolo sono ancora troppo deboli per essere sottoposti a sforzi eccessivi causati da acque che siano troppo pesanti.

Possono bere acqua gasata?

Un neonato non può bere acqua frizzante in quanto ancora troppo debole e suscettibile di essere colpito da problemi a livello gastrointestinale. L’anidride carbonica contenuta all’interno dell’acqua gasata, infatti, ha una base acida poco positiva per la salute di un bebè.

I neonati possono bere tisane?

La risposta è affermativa per alcune tipologie di tisane. Dopo i sei mesi quando si inizia con lo svezzamento si può somministrare anche qualche tisana. Quali? Le più indicate sono la tisana alla camomilla quella alla malva o quella al finocchio.

I frullati possono berli?

Anche i frullati sono considerati un alimento post svezzamento e possono assumerli dopo i 5/6 mesi di vita. Sono ottimi in quanto semisolidi. Quando si ha un bambino molto piccolo è importante anche ad analizzare alcuni segnali come i lamenti ogni qualvolta non ottenga ciò che vuole. Importante, però, è anche capire quali sono le sue necessità come assumere una posizione corretta dopo che ha bevuto.

 

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