La conducibilità dell’acqua influisce sul sapore ?

Cosa è la conducibilità?

La conducibilità è la capacità di un liquido, come ad esempio l’acqua potabile, di condurre la corrente elettrica. Per far sì che ciò si verifichi, deve contenere un certo numero di sostanze, come il sodio, il potassio e il solfato.

Ciò significa che più sali saranno disciolti, più l’acqua sarà in grado di far passare la corrente.

Si riconosce già dall’etichetta se un’acqua conduce molto o poco?

Sì, si può già riconoscere dall’etichetta se un’acqua minerale conduce poco o molto.

Per fare un esempio, se l’acqua contiene un valore molto alto di sodio, potassio, solfato e altre sostanze, il consumatore potrà già capire che è dotata di un elevato grado di conducibilità della corrente, mentre al contrario, se questo valore è minimo o assente del tutto, quell’acqua sarà un cattivo conduttore, quindi sarà molto difficile che passi l’energia elettrica.

Acqua con elevata conducibilità elettrica: in quale ambito viene adoperata?
Conduce di più l’acqua potabile o l’acqua gassata?
Come calcolare la conducibilità dell’acqua
Quando sostituire il filtro di un depuratore ad osmosi inversa?

Quando si parla di conducibilità termica dell’acqua?

Nel campo della fisica si parla di conducibilità termica dell’acqua quando l’acqua, a causa di alcune sostanze che contiene (ma non della sua forma), riesce a trasmettere calore.

Attenzione: la conducibilità non va assolutamente confusa con la conducibilità termometrica, che è invece la capacità non di trasmettere il calore, bensì una variazione della temperatura.

Conducibilità: a cosa serve questo parametro quando si parla d’acqua?

Quando si parla di acqua, soprattutto di acqua potabile, il parametro della conducibilità serve per capire quali sali minerali sono presenti e in che quantità.

Grazie a questo valore, il consumatore può capire se l’acqua che sta bevendo è un’acqua terapeutica (che, a causa delle sue proprietà, può essere assunta soltanto dietro specifica prescrizione del medico), un’acqua minerale naturale o un’acqua che è stata sottoposta ad un processo di depurazione o che ha subito altri trattamenti.

Conducibilità dell’acqua: perché si fa questa distinzione?

Per i consumatori una presenza più o meno abbondante di sali minerali nell’acqua può non dire nulla né tanto meno rappresentare un motivo di preoccupazione, ma il discorso cambia nel caso degli addetti ai lavori che operano presso un acquedotto.

L’acqua che sgorga dai rubinetti degli italiani è un’acqua oligominerale, priva di impurità ed è una fonte sicura di sali minerali.
Tuttavia, se questi sali minerali subiscono un aumento repentino, o al contrario diminuiscono, e si verifica anche un cambiamento nel pH dell’acqua o diventa più dura, le persone che lavorano presso l’acquedotto intervengono, facendo analizzare l’acqua da un laboratorio per vedere com’è cambiata la sua composizione, dopodiché, se l’esame dà esito positivo, a quel punto effettuano dei controlli sul sistema idrico.

Acqua con elevata conducibilità elettrica: in quale ambito viene adoperata?

L’acqua con un’elevata conducibilità elettrica viene impiegata nella stufa di essiccazione, spesso mescolata con un solvente, per essiccare delicatamente prodotti di pregio senza modificare le loro caratteristiche né tanto meno rovinarli.

Inoltre viene usata anche dagli impianti ad osmosi inversa per produrre un’acqua demineralizzata e che, in genere, viene adoperata negli ospedali, nei centri per la dialisi e nei laboratori.

Mediante questo processo è possibile infatti eliminare ben il 90% delle sostanze organiche presenti nell’acqua e ben il 99% dei sali minerali.

A cosa serve il conduttivimetro?

Il conduttivimetro serve per capire quanto potassio e quanto magnesio dosare nell’acquario per permettere una corretta fertilizzazione delle piante senza nuocere alla salute della fauna che lo abita.

Questo strumento, oltre ad essere molto utile per valutare l’andamento del valore della conducibilità dell’acqua, è utile anche per capire quando è necessario cambiare l’acqua dell’acquario.

Il conduttivimetro, anche se in questo caso l’uso è meno frequente, viene utilizzato anche per misurare la quantità di sali presenti nel liquido per far funzionare le sigarette elettroniche.

Utilizzo dello ione ammonio

Lo ione ammonio viene usato principalmente per la tinteggiatura della lana. Lo si può trovare sia nell’ammoniaca sia nelle urine umane.

Conduce di più l’acqua potabile o l’acqua gassata (o minimamente mineralizzata)?

Il fatto che un’acqua sia naturale o frizzante non influisce sulla sua conducibilità.

Come abbiamo già visto, l’unico modo per capire se un’acqua ha una conducibilità molto alta è quella di guardare la quantità di sali che sono disciolti nella stessa.

E quella distillata conduce bene?

No, l’acqua distillata è differente e non conduce bene, in quanto essendo stata sottoposta al processo di osmosi inversa, è priva di sali minerali e di altre sostanze organiche.

E quella oligominerale?

Anche in questo caso dipende dalla quantità di sali che sono disciolti nell’acqua. Quindi, più sali saranno disciolti in essa, più l’acqua oligominerale sarà conducibile.

Idrogeno carbonato: cosa è? Influisce sulla conducibilità dell’acqua?

L’idrogeno carbonato, noto più comunemente con il nome di bicarbonato, è il primo anione che si ottiene quando si scinde l’acido carbonico.

Può influire sulla conducibilità dell’acqua in quanto l’idrogeno carbonato viene originato dalla reazione prodotta dall’anidride carbonica quando entra in contatto con l’acqua.

Il residuo fisso influenza questo parametro?

Il residuo fisso fa male, anche non influenza direttamente la conducibilità dell’acqua, perché si tratta di un parametro chimico-fisico da considerare a parte.

Questo parametro, diversamente dalla conducibilità elettrica, serve per misurare in modo più preciso la quantità di sali minerali (mg/litro) disciolti nell’acqua.

Oltre che per eseguire questa funzione, molto utile per determinare se un’acqua è povera o ricca di sali (in Italia, per legge, gli acquedotti non possono erogare acque troppo ricche di sali, perché quest’ultime sono già considerate acque terapeutiche e pertanto possono essere somministrate solo dietro prescrizione medica), il residuo fisso può essere usato per verificare il corretto funzionamento di un impianto ad osmosi inversa.

PH delle acque: esiste un valore indicativo?

Il PH delle acque è un valore che si può leggere sulle bottiglie di acqua minerale e che, nell’ambito della chimica, viene usato per misurare quanto è corrosivo e incrostante un liquido, quindi potenzialmente dannoso per l’organismo umano.

Per quanto riguarda il valore indicativo, il PH ideale delle acque minerali è compreso tra 6,5 e 8. Al di sotto di questo valore, l’acqua è considerata acida, mentre al di sopra basica.

Da ultimo, ma non meno importante, il consumatore deve ricordarsi che l’aggiunta di anidride carbonica tende ad abbassare il PH dell’acqua, pertanto le acque frizzanti sono molto più acide rispetto a quelle naturali.

Quali sono gli elementi contenuti nell’acqua che possono condizionare la conducibilità di un’acqua?

Gli elementi che possono condizionare la conducibilità dell’acqua sono il calcio (le acque con un elevato tenore di calcio, che spesso vengono consigliate dai medici per prevenire o contrastare l’osteoporosi, nei test eseguiti in laboratorio si sono rivelate delle ottime conduttrici di corrente elettrica), il magnesio (anche le acque con un elevato tenore di magnesio, ovvero superiore ai 50 mg/litro, sono in grado di condurre l’elettricità), il sodio, il potassio, il bicarbonato e l’anidride carbonica.

I sali che conducono di più sono il potassio, il magnesio, il bicarbonato, il calcio, il cloruro e il sodio (la conducibilità di questo elemento è di poco inferiore soltanto a quella del rame).

I sali che conducono di meno sono il fluoro, presente nelle acque fluorate (consigliate soprattutto per diminuire il rischio di sviluppare la carie ai denti), il ferro e i solfati.

Come si misura la conducibilità dell’acqua?

La conducibilità dell’acqua, come nel caso degli altri liquidi, si misura in micro Siemens per centimetro (S/cm), oppure, se presenta un’elevata concentrazione di sali minerali, in millimetri Siemens per centimetro (mS/cm).

Come calcolare la conducibilità dell’acqua

Per calcolare la conducibilità dell’acqua è necessario essere in possesso di nozioni di fisica, in quanto si tratta di un calcolo preciso e non empirico né tanto meno approssimativo.

Per esempio, se la concentrazione di sali minerali disciolti è molto bassa, come nel caso dell’acqua distillata, la conducibilità elettrica scende sotto il micro Siemens per centimetro, pertanto dovremo usare la scala della resistività per esprimere il suo valore e la formula matematica 0,10 S/cm [o 1 / (0,10 x 10 – 6 S / cm)]” è “10 x 106 ohm – cm (10 MW – cm).

Qual è l’unità di misura della conducibilità dell’acqua?

L’unità di misura della conducibilità dell’acqua, come abbiamo visto in precedenza, è il Siemens (S): questo simbolo, che fa parte del Sistema Internazionale ed è il contrario della resistenza elettrica, in passato veniva indicato con il nome di ohm.

Leggi che regolano il rapporto tra la conducibilità elettrica e l’acqua

In Italia, secondo le normative vigenti, la conducibilità di un’acqua destinata al consumo alimentare dev’essere compresa tra i 100 e i 700 mS/centimetro.

L’acqua che viene erogata dai rubinetti, che è un’acqua oligominerale, per legge non può avere un contenuto elevato di sali minerali, mentre il discorso cambia leggermente per quanto riguarda le acque sotterranee.

Infatti, soprattutto quelle destinate alle terapie idropiniche nei centri termali, possono avere un contenuto di sali minerali superiore ai 1500 mg/litro.

Per quanto riguarda invece le acque usate a scopo curativo e assunte per via orale, il valore dev’essere compreso tra gli 800 e i 1500 mg/litro.

Sempre parlando di acque sotterranee, in alcuni casi, pur essendo ricche di ferro e manganese, non presentano tutte le condizioni per la potabilità perché hanno un aspetto torbido e poco invitante.

Per questo motivo gli acquedotti, prima di portarle nelle abitazioni private e pubbliche, devono sottoporre queste acque ad una pulizia adeguata tramite specifici macchinari per rimuovere questi metalli.

Un discorso analogo lo si può fare per le acque sotterrane che contengono l’acido solfidrico, riconoscibile dal suo odore di uova marce.

Pur essendo noto per le sue proprietà terapeutiche, nell’acqua potabile destinata all’erogazione non dev’essere presente, in quanto oltre ad essere dotato di un odore sgradevole, il suo consumo sull’arco di un periodo lungo di tempo può risultare nocivo per l’organismo umano.

Per quanto concerne i metalli pesanti, data la loro elevata tossicità, sono tollerati soltanto in dosi molto basse (generalmente nell’ordine dei milionesimi di grammo), in quanto sono sufficienti 5 milligrammi di un metallo pesante (esempio: l’arsenico) per rendere subito un’acqua non potabile.

Fanno eccezione il rame e lo zinco, che avendo una tossicità più bassa, hanno una soglia limite più alta.

Quando sostituire il filtro di un depuratore ad osmosi inversa?

Il filtro di un depuratore ad osmosi inversa dev’essere sostituito una volta ogni 12 mesi. Per quanto riguarda invece gli acquari, dev’essere cambiato ogni 6 mesi.

Differenza tra dts e conducibilità

Il dts (o tds) misura tutte le sostanze solide disciolte nell’acqua, mentre la conducibilità rileva soltanto la quantità di sali minerali presenti in un liquido (quindi escludendo tutte le altre sostanze).

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