Cosa sono le cure idropiniche?

Le cure idropiniche sono un trattamento termale, che viene prescritto e seguito da uno staff medico specializzato, che prevede l’uso a scopo terapeutico di acque minerali o di bibite derivate da quest’ultime, come ad esempio le acque oligominerali e le acque bicarbonate.

Queste bevande, a differenza di quelle che si trovano abitualmente in commercio, devono essere consumate secondo delle condizioni precise, che di solito vengono stabilite dai dottori. Queste condizioni in genere, oltre alla temperatura dell’acqua, includono anche la quantità che il paziente deve bere nonché l’orario di assunzione.

Cure idropiniche: a cosa servono?

Le cure idropiniche sono ottime per curare la gastrite, disturbi reumatici, affezioni respiratorie, problemi dermatologici e patologie che si sviluppano a livello dell’apparato sessuale e del sistema urinario. La somministrazione delle acque, oltre a stimolare la rigenerazione dell’organismo, favorisce il raggiungimento dell’equilibrio metabolico.

E non è tutto: le cure idropiniche sono un rimedio efficace per preservare la salute del fegato, soprattutto nei pazienti dove quest’organo è stato alterato a causa del fumo, dell’alcol, dell’abuso di medicamenti, da uno stato di obesità persistente o temporaneo e dalle cattive abitudini alimentari, in primo luogo l’eccessivo consumo di junk food e di zuccheri.
Aiutano inoltre le vie biliari a ripulirsi, soprattutto in caso di diete pesanti, come quella in Sardegna, nota per la presenza in grandi quantità di pane, vino, formaggio e carne.

Le cure idropiniche sono anche particolarmente indicate per le persone che soffrono di colon irritabile, di stipsi nonché di calcolosi renale, una patologia renale e delle vie urinarie che si manifesta con la formazione di calcoli di dimensioni variabili e che può avere sia origine ambientale sia origine genetica.

In che cosa consiste la terapia idropinica?

La terapia idropinica, che nel corso degli anni è diventata molto ricercata dai turisti (molti dei quali vengono appositamente in Italia per curarsi oppure progettano il viaggio proprio intorno a questo servizio), consiste nell’assunzione di acque minerali che, a causa di alcune loro caratteristiche, sono considerate curative.

L’idropinoterapia e l’idrocolonterapia si assomigliano?

Nonostante il loro elemento di base sia l’acqua, l’idropinoterapia e l’idrocolonterapia presentano delle differenze: nel primo caso, il paziente assume dell’acqua per via orale, che viene poi espulsa attraverso le urine insieme alle materie tossiche che si trovano nel corpo, mentre nel secondo caso viene sottoposto ad una pulizia del colon tramite dell’acqua distillata, che viene poi aspirata insieme ai residui di feci attraverso un secondo tubo.

Cure idropiniche: dove si fanno in Italia?

In Italia le cure idropiniche si fanno a Chianciano, a Fiuggi, a Contursi e a Boario.

Presso le Terme di Chianciano sgorgano delle acque bicarbonato-solfato-calciche, che vengono utilizzate soprattutto per la cura del fegato e dell’apparato gastroenterico, mentre nello stabilimento di Fiuggi si trovano soprattutto acque termali dall’elevato potere diuretico e povere di sale.
Queste acque, oltre ad aiutare i reni ad eliminare una maggior quantità di scorie, prevengono le infezioni batteriche. L’Acqua di Fiuggi la si può trovare anche in commercio e viene imbottigliata esclusivamente in vetro.

Le Terme di Contursi, situate in provincia di Salerno, sono caratterizzate da acque ricche di sali minerali e dalla composizione molto variegata: qui possiamo trovare acque sulfuree, bicarbonate-calciche, salso-bromo-iodiche, salso-iodiche e alcalino-terrose, ritenute ottime dai medici per contrastare le malattie respiratorie e quelle di origine reumatica.

Le acque di Boario, che sgorgano nell’omonima stazione termale situata in provincia di Brescia, sono di tipo solfato-calcico-magnesiaco, quindi sono utili per trattare vari disturbi dell’apparato digerente e urinario. Come quelle di Fiuggi, sono molto conosciute e apprezzate in Italia, in quanto le si possono trovare vendute in bottiglia nei principali supermercati della Penisola.

Per quanto riguarda Montecatini, che da sempre è una delle mete predilette dai vip del mondo dello spettacolo, non solo ha delle acque salso-solfato-alcaline, ma dispone anche di una delle offerte più ricche del mondo nel campo della fangoterapia e dei bagni termali.

Anche la piccola isola di Ischia, situata a circa mezz’ora di traghetto da Napoli, racchiude un piccolo “gioiello termale” che attira personaggi del jet-set e politici italiani: questo sito, conosciuto in tutta Europa non solo per i numerosi benefici ma anche per essere posto in un ambiente naturalistico unico nel suo genere, può contare sulla presenza di due diverse sorgenti con acque sulfuree-alcaline-bicarbonate-terrose che sgorgano ad una temperatura di 35.5 gradi.

Vantaggi delle acque termali: i pro dei bagni terapeutici

Fin dal tempo degli antichi Romani, i bagni termali sono utilizzati non solo per rilassarsi o per purificare il corpo dalle tossine, ma anche a scopo terapeutico.

I bagni terapeutici, soprattutto quelli fatti all’interno di stazioni termali riconosciute, hanno numerosi vantaggi: innanzitutto svolgono un’azione disintossicante e stimolante in tutto l’organismo umano, favorendo il ricambio cellulare (soprattutto a livello della pelle, che dopo un bagno termale appare più luminosa e si rivela liscia al tatto) e stimolando il sistema neurovegetativo.

Inoltre, e questo è un altro pro di questi bagni, la temperatura elevata delle acque termali influenza in modo positivo la vasodilatazione cutanea nonché la circolazione sanguigna muscolare. Ciò significa che le acque termali, oltre ad incoraggiare il rilassamento dei muscoli, sono in grado di diminuire la pressione arteriosa, di risolvere processi di tipo infiammatorio e patologie cutanee, nonché di dare una sensazione di rilassamento e di benessere.

Per questo motivo, oltre che dagli sportivi e dalle persone che presentano determinate patologie, i bagni termali possono tornare molto utili anche per le persone particolarmente stressate o che svolgono un lavoro molto impegnativo e dai ritmi serrati. Bastano infatti pochi minuti passati nelle vasche di un centro termale per sentirsi come nuovi e pronti per riprendere in mano la propria agenda e il proprio “duro” lavoro.

Cure idropiniche: esistono in Puglia?

Sì, i centri per le cure idropiniche esistono anche in Puglia.

Questa regione italiana conta attualmente sei stazioni termali, ma la più famosa di tutte è senza dubbio quella di Torre Canne, situata a Fasano, dove si trovano anche delle grotte termali le cui acque fredde, a causa della maggiore concentrazione di sali minerali disciolta in esse, sono altamente mineralizzate.
Queste acque, che provengono dalle sorgenti di Antesana e di Torricella Sali, sono dotate di numerose proprietà anti-infiammatorie, immunostimolanti, mucolitiche, decongestionanti, eutrofiche e cheratoplastiche.

Inoltre sono in grado di riattivare il metabolismo nonché di svolgere un’azione rilassante su tutto il corpo.

donna in spa a torre canne puglia

Differenza tra acqua dell’acquedotto pugliese e quelle idropiniche di Torre Canne

Le acque idropiniche di Torre Canne possono essere consumate direttamente dalla sorgente da cui sgorgano, mentre l’acqua dell’acquedotto pugliese, prima di poter essere bevuta, dev’essere sottoposta ad un processo di potabilizzazione altamente tecnologico nonostante tragga origine dalle sorgenti di Caposele e di Cassano Irpino (fonti storiche dell’acquedotto che, allo stato naturale, restituiscono alla terra delle acque oligominerali purissime).

A livello attuale, a causa dell’incremento del consumo di acqua, le sorgenti rappresentano soltanto un terzo delle fonti di approvvigionamento dell’acquedotto pugliese.

Quali sono le terme più famose in Europa?

Le terme più famose in Europa sono quelle di Széchenyi, situate in Ungheria, quelle di Blue Lagoon, che sono anche una delle attrazioni turistiche più visitate dell’Islanda, le terme di Vals (Svizzera), la Kaiser-Friedrich-Therme di Wiesbaden, in Germania, i bagni di Saturnia (Italia), situati ai piedi dell’omonimo borgo medievale e circondati da un parco secolare, il Pamukkale (chiamato anche castello di cotone e noto in tutta la Turchia e nel mondo per le sue acque ricche di minerali) e i Bagni Arabi di Granada (Spagna), che si trovano nell’edificio più antico della città e che, secondo la leggenda, risale ai tempi della dominazione dei Mori.

Le prescrivono anche i dottori?

Sì, le cure idropiniche, come le cure termali, si possono ottenere anche dai propri medici di fiducia. Per documentarsi in materia, quest’ultimi possono chiedere informazioni al supporto della Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale (FORST), che è stata fondata nel 2003 e che a breve finanzierà sei progetti di ricerca presso altrettanti atenei italiani.

Il Servizio Sanitario Nazionale (ASL, INPS e INAIL) concede ad ogni paziente un ciclo di cure termali all’anno, dandogli anche la possibilità di scegliere liberamente lo stabilimento termale più indicato per le sue esigenze tra quelli convenzionati. Per accedere al servizio, l’utente paga un ticket di 55 euro, ad eccezione dei bambini sotto i sei anni e gli anziani al di sopra dei 65 anni, per i quali il prezzo si riduce a 3,10 euro.

Per quanto riguarda la sua attivazione, è sufficiente far valere la prescrizione del medico di base, secondo quanto stabilito nell’elenco delle patologie curabili mediante queste terapie. Le categorie protette, come ad esempio gli invalidi civili per due terzi e gli invalidi per motivi lavorativi, viene riconosciuto anche un secondo ciclo di terapia annuale.

Le cure termali sono detraibili per il 19% dalla dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda le patologie contratte durante il servizio civile, soprattutto nelle missioni estere di pace, i soldati italiani possono essere ammessi agli stabilimenti termali militari di Acqui (AL) e a quelli di Ischia e le loro cure sono completamente a carico della Pubblica Amministrazione Italiana.

Cure termali: quanto costano in linea di massima?

Le cure termali, a seconda delle terme in cui si decide di andare, del loro livello (un bagno termale di tre stelle ha un costo minore rispetto ad una SPA situata all’interno di un albergo a cinque stelle) e delle proposte, in Italia possono avere un costo complessivo tra i 30 e i 50 euro.

Se invece il paziente desidera sottoporsi ad un ciclo completo, come ad esempio una balneofangoterapia standard (costituita da dodici fanghi e da dodici bagni termali), dovrà calcolare una spesa di 400-500 euro.

Cure termali convenzionate: esistono in Italia?

Sì, in Italia esistono anche le cure termali convenzionate. È il caso, per esempio, di alcuni servizi offerti dalle Terme di Bormio, come i bagni termali e la fangoterapia, che sono convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Nel caso di Bormio, le cure termali convenzionate sono indicate su una tabella del sito ufficiale delle terme con un asterisco (*). Per accedervi, il paziente deve dapprima effettuare una visita medica di ammissione, seguita da un controllo della pressione e da un consulto specialistico presso lo stabilimento.

Cure termali: se le si fa per troppo tempo, fanno male?

Le cure termali sono considerate terapie complementari a tutti gli effetti e i loro benefici durano tra i tre e gli otto mesi. Per quanto riguarda la “giusta durata” non esistono specifiche precise, ma di solito dopo due settimane di trattamento si iniziano a vedere i primi risultati a livello del benessere psicofisico.

Cure termali: controindicazioni

Le cure termali, come l’idropinoterapia, sono sconsigliate per tutti i pazienti che soffrono di insufficienza renale acuta o cronica, di problemi di fragilità ossea, di tumori (incluso il tumore del sangue) e di scompensi, come ad esempio quello cardiaco o quello renale, di qualsiasi tipo. Per questo motivo, prima di intraprendere una terapia termale, suggeriamo di chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.

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